EVENTO FINALE S.COOP: “SVILUPPO E CONSOLIDAMENTO DELLE IMPRESE COOPERATIVE NEL LAZIO”- LE AZIONI MESSE IN CAMPO E VALUTAZIONE – ROMA, 21 DICEMBRE

Si  è tenuto a Roma lo scorso 21 dicembre, presso la sala conference dell’Hotel Radisson Blu es Hotel, l’evento di chiusura della Sovvenzione Globale SCOOP – Servizi per le cooperative. Una tavola rotonda, moderata da Gabriele Levi (esperto Sviluppo locale AssForSeo) durante la quale sono state ricordate le azioni e i risultati raggiunti dalla Sovvenzione Globale e che ha visto la partecipazione del presidente di Ass.For.Seo, Paolo Luci,  di  Angelo Salvi (esperto Formazione AssForSeo), di Giuseppa Rozzo ( pres.Sphea Fresia, soc. Cooperativa Arl); di  Marcello Ferraguzzi (esperto creazione di impresa Ass.For.Seo); di Franco Di Nuzzo (funzionario CR Soc. Cooperativa PA) e di Andrea Dili, dottore commercialista esperto nel settore cooperativo.

Il presidente Luci, intervenuto subito dopo l’introduzione di Gabriele Levi, ha immediatamente riepilogato le attività svolte durante tutta la durata della Sovvenzione. “Abbiamo – ha sottolineato Luci-  realizzato innanzitutto un’ attività di ricerca finalizzata al dimensionamento del rischio di espulsione del personale dalle imprese cooperative. I risultati di tale ricerca sono poi stati divulgati attraverso  seminari e  workshop previsti a livello provinciale dalle attività di animazione territoriale”.

“Successivamente – ha proseguito il presidente di Assforseo -  si è impostata l’offerta formativa: il piano formativo ha previsto quattro tipologie di intervento, differenziate sia per la natura delle operazioni da attuare, sia per le modalità di gestione. L’intervento formativo più complesso  è stato della durata di 800 ore”.

“La realizzazione dei percorsi formativi – ha aggiunto-  è stata affidata tramite l’”Avviso per l’individuazione di un Organismo di Formazione a cui affidare la realizzazione dei piani formativi aziendali”. Il finanziamento, così come previsto dall’Avviso, è stato concesso al soggetto proponente risultante primo in graduatoria: ATI Speha Fresia – Patatrac.  Gli interventi formativi hanno coinvolto complessivamente 69 allievi, di cui 42 (61%) donne e 27 (39%) uomini. Il 35% dei destinatari degli interventi formativi è rappresentato da over 45”.

Pina Rozzo (Speha Fresia – Patatrac ) si è poi soffermata sull’offerta formativa: “I punti di forza di questa esperienza hanno riguardato la riprogettazione esecutiva. Le metodologie sono state anche piuttosto innovative e abbiamo aggiunto, in itinere,  la formazione a distanza. Una delle criticità – ha detto – sono stati, infatti, i tempi di realizzazione, superata cercando di calendarizzare opportunamente e venendo incontro ai tempi dei lavoratori, che sono la nostra priorità.”

” In Italia – ha aggiunto Angelo Salvi (esperto Formazione AssForSeo) – a differenza di paesi come la Francia, manca un’azione di orientamento: abbiamo quindi provato a colmare questa lacuna  nel nostro percorso con  una serie di moduli  per capire quali fossero le esigenze dei ragazzi e come si andassero ad intrecciare con quelle della cooperative. I risultati ci sono stati:  4 ragazzi su 12 hanno continuato a lavorare con un contratto a progetto nelle cooperative dove hanno fatto lo stage.” Si tratta- ha aggiunto- di  un elemento di successo del percorso.”

“Le cooperative devono fare profitto per creare ricchezza ma soprattutto per rimanere sul mercato – ha rilevato Franco Di Nuzzo (funzionario CR Soc. Cooperativa PA) –  questo in tempo di crisi le ha rese più flessibili e più in grado di reggere la congiuntura negativa”. “L’aspetto finanziario è importante – ha aggiunto –  ma l’idea e la managerialità e, dunque, la formazione necessaria per portale avanti, sono a fondamento per la riuscita di ogni iniziativa”.

Il presidente Luci ha poi concluso la giornata ricordando le ultime due azione portate avanti dall’Organismo intermediario da lui rappresentato: “due importanti interventi previsti da questa Sovvenzione – ha proseguito  Luci – sono stati finalizzati a sostenere il sistema cooperativo con un avviso pubblico destinato a favorire la formazione di nuove cooperative e un voucher finalizzato al rafforzamento competitivo delle imprese già esistenti”.

“Per quanto riguarda il primo sono state 66 le cooperative beneficiarie ma alla fine  hanno effettivamente ottenuto  il finanziamento 35 imprese di cui: 16 (46%) della provincia di Roma; 8 (23%) della provincia di Frosinone; 6 (17%) della provincia di Viterbo; 3 (8%) alla provincia di Rieti e 2 (6%) della provincia di Latina.  L’Ulteriore  avviso pubblico  per i voucher ha visto idonee 71 istanze . 54 cooperative hanno completato il percorso di cui 40 (74%) della provincia di Roma; 11 (20%) di Frosinone, 2 (4%) di Latina e 1 (2%) di Viterbo.

“35 nuove cooperative e di recente costituzione – ha osservato Marcello Ferraguzzi (esperto creazione di impresa Ass.For.Seo) – sono un buon risultato che fanno circa 100 occupati in più che si vanno a collocare sul mercato” . “ Si tratta senza dubbio – ha concluso – di un’esperienza positiva.”

“La  cooperativa – ha detto Andrea Dili, dottore commercialista esperto nel campo cooperativo-  è uno strumento in grado di mettere insieme e sullo stesso piano soggetti che vogliono fare autoimprenditorialità e che creano da soli il proprio posto di lavoro. Il modello cooperativo regge sul mercato in un momento di crisi perché prima del profitto deve far si che il proprio socio possa lavorare. Si tratta di un vero e proprio elemento anticongiunturale”.

Il presidente Luci ha concluso il suo intervento ricordando che: “La sovvenzione globale è uno strumento che la Commissione Europea sta incoraggiando  e che riesce a snellire l’iter di amministrazione e di spesa pure riservando alle amministrazioni l’indirizzo di direzione e di controllo.  Dunque uno strumento efficace.” “Si è trattato – ha aggiunto in conclusione Gabriele Levi -  di  “una serie di azioni tarate sul mondo cooperativo regionali, un pacchetto in grado di rispondere a fabbisogni diversi.”

 

Lunedì 21 dicembre via webinair l’ Evento conclusivo della Sovvenzione Globale“S.COOP”

Lunedì 21 dicembre  via webinair l’ Evento conclusivo della Sovvenzione Globale S.COOP

“AZIONI MESSE IN CAMPO E VALUTAZIONE DELL’ESPERIENZA”

A partire dalle ore 15.00 saranno illustrati i risultati conseguiti nell’ambito della Sovvenzione Globale.

 Interverranno:

Andrea Dili (Dottore Commercialista esperto settore cooperativo), Franco Di Nuzzo ( funzionario CFI soc. Coop), Marcello Ferraguzzi (Esperto creazione di impresa Ass.For.SEO), Paolo Luci ( Presidente Ass.For,SEO), Giuseppa Rozzo (Presidente Sphea Fresia Soc. Coop.a rl.), Angelo Salvi (Esperto formazione Ass.For.SEO).

Coordina i lavori Gabriele Levi (Esperto sviluppo locale Ass.For.SEO)

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“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: REPORT PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – FROSINONE, 31 MARZO 2014

Si è tenuta a Frosinone, lo scorso 31 marzo, presso la sede di Confcommercio, la presentazione del Report di ricerca su “Il sistema cooperativo nel Lazio” realizzato da Ass.For.Seo nell’ambito della Sovvenzione Globale S.COOP e presentata dagli autori della ricerca, Gabriele Levi  (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del  lavoro, formazione e welfare).

Il seminario, durante il quale sono state evidenziate  le attività e gli avvisi pubblici messi in campo dalla Sovvenzione Globale per sostenere e sviluppare il sistema cooperativo laziale, ha visto la presenza di alcuni stakeholder e rappresentanti delle cooperative locali che hanno partecipato attivamente al workshop dal titolo : “Le imprese cooperative nella provincia di Frosinone: quali prospettive?” che si è tenuto a seguire.

“La dotazione finanziaria della Sovvenzione Globale S.Coop, di 2.000.000 di euro, è stata destinata -  ha spiegato il presidente di Ass.For.Seo, Paolo Luci, introducendo l’incontro – per circa metà del suo valore al finanziamento di nuove imprese”. “Sono state selezionate, tramite avviso pubblico – ha continuato -  48 imprese cooperative (Frosinone 10, Latina 5, Rieti 5, Viterbo 5, Roma 23) di nuova costituzione alle quali è stato assegnato un contributo a fondo perduto fino a 25.000,00. Le risorse dedicate a tale intervento ammontano a 1.000.000,00, circa la metà della dotazione di tutta la sovvenzione. 730.000 euro sono invece le risorse destinate al finanziamento di voucher aziendali per innovazioni di processo e di prodotto. I voucher erogati avranno un importo compreso trai gli 8 mila e i 12 mila euro”.

L’auspicio – ha concluso Luci dopo aver illustrato le opportunità ancora in essere – è quello che venga dato seguito, di concerto con la Regione,  alle attività intraprese per il settore”.

Il sistema cooperativo del Lazio – hanno spiegato Gabriele Levi (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare), che hanno collaborato alla ricerca e alla stesura del report – è quarto in Italia per numero assoluto di cooperative (dopo Lombardia, Sicilia e Campania) e terzo per numero di occupati (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Nel Lazio opera circa il 10% del totale delle cooperative italiane con un’incidenza dell’1,7% sul totale delle imprese  regionali, valore leggermente al di sopra della media nazionale (1,5%). Di contro la regione è undicesima per numero medio di occupati nelle cooperative  presentando un valore inferiore alla media nazionale (15,2% contro 17,2%). In termini settoriali è la prima regione per percentuale di occupati nel comparto “altri servizi” (71,4%), segno evidente di un sistema fortemente orientato verso il terziario non sociale; in ogni caso il comparto sociale assorbe una quota significativa di occupati anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale (17,6% rispetto al 23,6%).

Levi e Benini hanno poi messo in luce le difficoltà che, a partire dal 2011, il sistema della cooperazione laziale ha affrontato in tutte le province. “In particolare – è stato detto -  sia la presenza di un dimensionamento delle imprese inferiore alla media,  che le difficoltà di accesso al credito e il ridimensionamento della domanda pubblica, come anche la lentezza delle erogazioni, hanno costituito forti punti di debolezza del sistema”.

Sempre dalla ricerca è emersa, rispetto all’attuale livello di competenze, una continua necessità formativa importante sia per sostenere la crescita che per combattere la crisi.  “Le cooperative laziali – ha spiegato Levi – hanno segnalato una serie di ambiti rafforzabili, in termini di conoscenze, capacità e modalità di approccio che Ass.For.Seo ha colto e concretizzato attraverso le attività formative messe in campo”.   “A Frosinone c’è stata un’ottima risposta – ha rilevato l’esperto -  10 imprese sulle 48 finanziate dalla Sovvenzione sono proprio di Frosinone e, tenendo conto dell’alta qualità dei business plan delle imprese finanziate, si tratta sicuramente di cooperanti con un alto livello formativo”. Una considerazione ritenuta di “particolare interesse”. “Vedremo – ha concluso Levi – se avranno la capacità di resistere e consolidarsi”.

D’accordo i cooperanti presenti in sala e che hanno partecipato al workshop tenutosi a seguire, che hanno promosso e auspicato “un accesso al credito un po’ meglio definito e capace di calarsi sulle necessità dei piccoli cooperatori”. Presenti numerose cooperative sociali: “C’è una ricaduta  sociale  del lavoro delle nostre cooperative – hanno osservato -  che deve essere rivalutato”. “A livello etico ci sentiamo soddisfatti, ma poi, dal punto di vista concreto, le cose non ci vengono riconosciute e non usufruiamo di nessun tipo di facilitazione”. Insomma: “la nostra è  una medaglia al valore che non ci possiamo spendere.  Gli istituti di credito non sono sensibili. Una parte dei servizi di un ente dovrebbe essere dedicata al sociale”, hanno concluso.

Altra criticità emersa rispetto alle cooperative sociali  è quella dei lunghissimi tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione. Quindi, per ovviare al problema: “Bisognerebbe migliorare la gestione e/o migliorare l’accesso al credito” , ha concordato Benini con i cooperanti ed ha aggiunto: “rileviamo la necessità di modalità dirette di finanziamento del sociale, come ad esempio i voucher”.

Come nelle altre province anche a Frosinone è emersa la difficoltà della piccola dimensione delle imprese. “Nel Lazio – ha concluso Romano Benini-  è difficile fare rete, ma è necessario integrare le piccole cooperative esistenti”. “Quello di Frosinone – ha concluso -  è un territorio difficile ma la cooperazione può essere la chiave per fare qualcosa di utile e contemporaneamente  sostenere l’occupazione”.

 

“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: REPORT PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – LATINA, 31 MARZO 2014

Si è tenuta a Latina, il 31 marzo 2014, presso la sede di Confcommercio, la presentazione del Report di ricerca su “Il sistema cooperativo nel Lazio” realizzato da Ass.For.Seo nell’ambito della Sovvenzione Globale S.COOP e presentata da Gabriele Levi  (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare) che hanno collaborato alla redazione del report.

Il seminario, durante il quale sono state evidenziate  le attività formative e gli avvisi pubblici messi in campo dalla Sovvenzione Globale per sostenere e sviluppare il sistema cooperativo laziale, ha visto la presenza di alcuni stakeholder e rappresentanti delle cooperative locali che hanno poi partecipato attivamente al workshop dal titolo: “Le imprese cooperative nella provincia di Latina: quali prospettive?” tenutosi a seguire, al termine del seminario.

“Le risorse finanziarie della Sovvenzione Globale S.COOP da erogare – ha spiegato il presidente di Ass.For.Seo, Paolo Luci, aprendo l’incontro – sono pari a 1.980.000 euro. Circa la metà della dotazione è stata dedicata al finanziamento, attraverso la partecipazione ad un avviso pubblico, di 48 imprese cooperative di nuova costituzione di cui 5 con sede a Latina”.  “Speriamo – ha concluso il presidente di Ass.For.Seo dopo aver illustrato le opportunità ancora in essere  – di far seguire, di concerto con la regione, nuove opportunità per il settore cooperativo”.

Il sistema cooperativo del Lazio – sono intervenuti Gabriele Levi  (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del  lavoro, formazione e welfare), autori della ricerca – è quarto in Italia per numero di cooperative (dopo Lombardia, Sicilia e Campania) e terzo per numero di occupati (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Nel Lazio opera circa il 10% del totale delle cooperative italiane con un’incidenza dell’1,7% sul totale delle imprese  regionali, valore leggermente al di sopra della media nazionale (1,5%). Di contro la regione è undicesima per numero medio di occupati nelle cooperative  presentando un valore inferiore alla media nazionale (15,2% contro 17,2%). In termini settoriali è la prima regione per percentuale di occupati nel comparto “altri servizi” (71,4%), segno evidente di un sistema fortemente orientato verso il terziario non sociale; in ogni caso il comparto sociale assorbe una  quota significativa di occupati anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale (17,6% rispetto al 23,6%).

Levi e Benini hanno poi messo in luce le difficoltà che, a partire dal 2011, il sistema della cooperazione laziale ha affrontato in tutte le province. “In particolare – è stato detto -  sia la presenza di un dimensionamento delle imprese inferiore alla media,  che le difficoltà di accesso al credito e  il ridimensionamento della domanda pubblica, la lentezza delle erogazioni, hanno costituito punti di debolezza”.

Sempre dalla ricerca è emersa, rispetto all’attuale livello di competenze, una continua necessità formativa importante  sia per sostenere la crescita che per combattere la crisi.  “Le cooperative laziali – ha spiegato Levi -  hanno segnalato una serie di ambiti rafforzabili, in termini di conoscenze, capacità e modalità di approccio che Ass.For.Seo ha colto e concretizzato attraverso le sue attività formative”. “Rispetto alle esigenze formative – ha aggiunto – le cooperative evidenziano maggiormente una serie di fabbisogni proiettati all’esterno (tecniche di fundraising, europrogettazione, procedure di accesso al credito) ed una più limitata attenzione alle esigenze e competenze di carattere interno (competenze economico finanziario, competenze trasversali  e gestionali)”.

“C’è un potenziale forte intervento formativo” – hanno osservato dalla platea i cooperanti del territorio pontino nel corso del workshop tenutosi a seguire.  “La formazione – hanno rilevato – è di fondamentale importanza”. D’accordo i rappresentanti di alcuni enti di formazione che hanno aggiunto: “fare formazione su europrogettazione senza avere competenze informatiche  e senza conoscere bene l’inglese, o la gestione interna, non serve. Bisogna procedere per priorità”.  “Forse – hanno rilevato – c’è una difficoltà di comprensione rispetto ai reali fabbisogni formativi. Vincere un bando europeo rappresenta una chimera e non si pensa alle competenze necessario per gestirlo”. L’incontro si è concluso concordando sull’importanza dello stimolo pervenuto dal confronto della mattinata.

 

“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: REPORT PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO – ROMA, 28 MARZO 2014

Il  modello cooperativo si basa notoriamente su alcuni elementi che determinano un modo diverso di “fare impresa” dove alla logica del profitto si sostituisce una strategia più complessa, attenta soprattutto al valore della  persona e alle relazioni con il territorio.  Un modello, dunque,  che ha anche una funzione anticiclica poiché al calo di fatturato non si risponde con il  taglio dell’occupazione e che dovrebbe essere utilizzato non solo in caso di crisi. Sono stati questi alcuni  dei concetti ribaditi durante il seminario che si è tenuto a Roma, presso la sede di Ass.For.Seo, durante il quale è stato presentato  il Report di ricerca su “Il sistema cooperativo nel Lazio” realizzato da Ass.For.Seo nell’ambito della Sovvenzione Globale S.COOP .

 “La dotazione finanziaria della Sovvenzione Globale S.COOP, di 1.980.000 euro, ha spiegato il presidente di Ass.For.Seo, Paolo Luci- dando avvio all’incontro – è stata destinata per circa metà del suo valore al finanziamento, attraverso la partecipazione ad un avviso pubblico emanato dall’O.I., di 48 imprese cooperative di nuova costituzione, di cui 10 a Frosinone, 5 a Latina, 5 a Rieti, 5 a Viterbo e 23 a Roma”. “730.000 euro sono invece le risorse destinate al finanziamento di voucher aziendali per innovazioni di processo e di prodotto. I voucher erogati avranno un importo compreso trai gli 8 mila e i 12 mila euro. “Partirà poi nei prossimi giorni un corso per tecnico esperto nella gestione aziendale nel settore cooperativo. Si sono già svolte le selezioni e purtroppo è stato possibile accogliere 14 allievi a fronte di oltre 50 domande pervenute”. “Alle 48 imprese finanziate dalla Sovvenzione, di cui 23 con sede a Roma – ha proseguito il presidente di Ass.For.Seo -  sarà offerta un’attività di formazione in forma seminariale e corsi brevi a cooperatori e manager delle cooperative”.  Luci ha poi concluso illustrando le opportunità ancora attive “L’auspicio è – ha concluso il presidente di Ass.For.Seo – far seguire, in collaborazione con la regione, nuove attività per il settore”.

Il sistema cooperativo del Lazio – hanno spiegato Gabriele Levi  (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del  lavoro, formazione e welfare), che hanno collaborato alle attività di ricerca e alla stesura del report -  è quarto in Italia per numero di cooperative (dopo di Lombardia, Sicilia e Campania) e terzo per numero di occupati (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Nel Lazio opera circa il 10% del totale delle cooperative italiane con un’incidenza dell’1,7% sul totale delle imprese  regionali, valore leggermente al di sopra della media nazionale (1,5%). Di  contro la regione è undicesima per numero medio di occupati nelle cooperative  presentando un valore inferiore alla media nazionale (15,2% contro 17,2%). In termini settoriali è la prima regione per percentuale di occupati nel comparto “altri servizi” (71,4%), segno evidente di un sistema fortemente orientato verso il terziario non sociale; in ogni caso il comparto sociale assorbe una  quota significativa di occupati anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale (17,6% rispetto al 23,6%).

Levi e Benini hanno poi messo in luce le difficoltà che, a partire dal 2011, il sistema della cooperazione laziale ha affrontato in tutte le province. “In particolare – è stato detto -  sia la presenza di un dimensionamento delle imprese inferiore alla media,  che le difficoltà di accesso al credito e  il ridimensionamento della domanda pubblica, che la lentezza delle erogazioni, hanno costituito dei punti di forte debolezza”.

Sempre dalla ricerca è emersa, rispetto all’attuale livello di competenze, una continua necessità formativa. “Le cooperative laziali – ha spiegato Levi – hanno segnalato una serie di ambiti rafforzabili, in termini di conoscenze, capacità e modalità di approccio che Ass.For.Seo ha colto e concretizzato attraverso le sue attività formative”.   Infine, ha osservato Levi: “il modello cooperativo diminuisce la paura di rischio di impresa e dunque ne favorisce la costituzione”. Levi ha, inoltre, segnalato l’ottimo livello dei progetti presentati a valere sull’avviso pubblico per l’erogazione di contributi/sussidi de minimis: “il livello medio di business plan in termini qualitativi è stato molto elevato, segno anche di un buon livello formativo dei  cooperanti”.

Nel corso del workshop dal titolo: “Le imprese cooperative nella provincia di Roma: quali prospettive?” tenutosi a seguire, rispondendo alle sollecitazioni degli esperti sul dimensionamento della cooperazione sono intervenuti alcuni cooperanti: “Non condividiamo la logica delle grandi cooperative  toscane ed emiliane – hanno osservato i cooperanti – dove si perde uno degli elementi essenziali dello spirito cooperativo che è il radicamento su territorio che  non deve venire meno – hanno concluso – nemmeno con la creazione di reti”. Ma lo spirito cooperativo, secondo i cooperanti della provincia romana, non deve venire meno soprattutto dal punto di vista dei valori: “il valore che viene apportato e lo scopo mutualistico – hanno osservato –  sono le carte vincenti della cooperazione e devono sempre essere punto di riferimento”.

Altro elemento evidenziato, soprattutto dalle cooperative sociali, è quello della lentezza delle erogazioni pubbliche, come già emerso nel corso del seminario: “è una delle criticità che dobbiamo affrontare” hanno rilevato. Eppure, alla cooperazione, soprattutto sociale, dovrebbe essere riconosciuto un occhio di riguardo considerato “l’impatto che i nostri servizi hanno sui territori.”

Riguardo la formazione i cooperatori hanno concluso: “La formazione può essere la chiave di volta per sostenere un modello capace di creare lavoro anche per le giovani generazioni”.

”IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: REPORT PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – VITERBO, 31 MARZO 2014

Si è tenuta a Viterbo, il 28 marzo, presso la sede di Confcooperative Viterbo, la presentazione del Report di ricerca su “Il sistema cooperativo nel Lazio” realizzato da Ass.For.Seo nell’ambito della Sovvenzione Globale S.COOP e presentata da Gabriele Levi (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del  lavoro, formazione e welfare) che hanno collaborato alle attività di ricerca e alla stesura del report.

 Il seminario, durante il quale sono state evidenziate  le attività formative e gli avvisi pubblici messi in campo dalla Sovvenzione Globale per sostenere e sviluppare il sistema cooperativo laziale, ha visto la presenza di alcuni stakeholder e rappresentanti delle cooperative locali che poi hanno partecipato attivamente al workshop dal titolo: “Le imprese cooperative nella provincia di Viterbo: quali prospettive?”, tenutosi a seguire.

 “La dotazione finanziaria della Sovvenzione Globale S.COOP, di quasi 2.000.000 di euro, ha spiegato il presidente di Ass.For.Seo, Paolo Luci, introducendo l’incontro – è stata destinata per circa metà del suo valore al finanziamento di nuove imprese cooperative”. “Un’altra attività  che abbiamo posto in essere – ha proseguito – è l’erogazione di voucher aziendali per innovazioni di processo per i quali è stato attivato un finanziamento da 8 a 12 mila euro per un totale di risorse destinate di 730.000 euro”. “Stiamo inoltre realizzando un corso per tecnico esperto nella gestione aziendale nel settore cooperativo”. “Infine – ha concluso il presidente di Ass.For.Seo –  alle 48 imprese finanziate dalla Sovvenzione, di cui 5 provenienti da Viterbo, sarà offerta un’attività di formazione. In particolare saranno erogate attività formative in forma seminariale e corsi brevi a cooperatori e manager delle cooperative”.  Luci ha poi illustrato le opportunità ancora attive. “L’auspicio è – ha concluso il presidente di Ass.For.Seo – far seguire, in collaborazione con la regione, nuove attività per il settore”.  E rispondendo alla presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti, intervenuta sugli avvisi ancora in essere: “Cercheremo di far nostro, di concerto con la Regione – ha concluso – il vostro suggerimento di attuare progetti formativi che siano destinati a più cooperative in rete funzionalmente aggregate per la realizzazione di piani formativi interaziendali al fine di facilitare la partecipazione all’avviso anche per le cooperative di piccole dimensioni con comuni esigenze formative”.

Il seminario è proseguito con una panoramica generale sui risultati della ricerca e con gli interventi degli esperti Levi e Benini che hanno messo in luce il forte fabbisogno formativo che emerge  nel settore e le difficoltà che, a partire dal 2011, il sistema della cooperazione laziale ha affrontato in tutte le province. “In particolare – è stato detto -  sia la presenza di un dimensionamento delle imprese inferiore alla media,  che le difficoltà di accesso al credito e il ridimensionamento della domanda pubblica e la lentezza delle erogazioni, hanno costituito dei punti di forte debolezza”.

 “Le cooperative laziali – ha poi piegato Levi -  hanno segnalato una serie di ambiti rafforzabili, in termini di conoscenze, capacità e modalità di approccio che Ass.For.Seo ha colto e concretizzato attraverso le sue attività formative”. “Rispetto alle esigenze formative – ha aggiunto – le cooperative manifestano maggiormente una serie di fabbisogni proiettati all’esterno (tecniche di fundraising, europrogettazione, procedure di accesso al credito) ed una più limitata attenzione alle esigenze e competenze di carattere interno (competenze economico finanziario, competenze trasversali  e gestionali)”.

Tutti i cooperanti presenti hanno partecipato attivamente al workshop – Le imprese cooperative nella provincia di Viterbo: quali prospettive? – che si è tenuto a seguire.

D’accordo su quanto emerso nel corso della presentazione della ricerca relativamente ai fabbisogni formativi, i presenti hanno sottolineato l’esigenza di  “più attività di formazione specifica per la gestione dell’impresa cooperativa, più sostegno nella progettazione e un più semplice accesso al credito”.

“Per fare impresa cooperativa – ha sottolineato ancora la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti – è necessaria, così come emerge dalla ricerca,  un formazione manageriale da sviluppare anche sul territorio e l’attivazione di competenze sull’organizzazione e sulla gestione aziendale”. “Noi – ha proseguito – promuoviamo lo start up delle cooperative giovanili valutandone la cantierabilità e cercando di fare in modo che il  modello della cooperazione che vive nel territorio possa esportare anche all’esterno i propri valori”. “Il modello cooperativo – è stato infine ricordato – si basa su un modo diverso di “fare impresa” dove alla logica del profitto si sostituisce una strategia attenta al valore della  persona e alle relazioni con il territorio”.

Presenti, all’incontro, i rappresentanti della BCC di Pitigliano proprio perché “il tema dell’accesso al credito – ha fatto presente la presidente di Confcooperative Viterbo -  è uno scoglio importante”. “Si tratta – hanno fatto eco i rappresentanti della BCC – di contemperare gli interessi in gioco: tutelare il risparmio che ci viene affidato e produrre sviluppo reinvestendo sul territorio come prevedono i principi del credito cooperativo”.  “Di fatto – hanno chiesto i cooperatori – si tratta di dare fiducia ai buoni progetti e non pensare unicamente alle garanzie,  visto che : “la cooperativa potrebbe essere un modo di fare business e creare al contempo buona occupazione e sviluppo”.

Infine, è stato chiarito, è necessaria una migliore comunicazione delle attività.  Come ha fatto Confcooperative Viterbo: “Siamo un’organizzazione che ha saputo sviluppare anche un sistema di comunicazione aperto al mondo della cooperazione – con la nascita di Radiocoop76, la prima radio web delle cooperative viterbesi – e un Welfare Sociale rivolto a tutti i cooperatori. Aiutateci a svilupparlo”.

“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: REPORT PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – RIETI, 24 MARZO 2014

Il modello cooperativo si basa notoriamente su alcuni elementi che determinano un modo diverso di “fare impresa” dove alla logica del profitto si sostituisce una strategia più complessa, attenta soprattutto al valore della  persona e alle relazioni con il territorio. E’ stato questo uno dei concetti ribaditi durante il seminario che si è tenuto a Rieti, presso la sede di Coldiretti, durante il quale è stato presentato  il Report di ricerca su “Il sistema cooperativo nel Lazio” realizzato da Ass.for.seo nell’ambito della Sovvenzione Globale S.COOP.

Il seminario, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di alcune cooperative locali. L’incontro è stato aperto da Elisabetta Verrecchia, referente per Ass.for.seo  – “La Sovvenzione Globale S.COOP, gestita da Ass.for.seo in qualità di Organismo Intermedio della Regione Lazio – ha spiegato – rappresenta uno strumento di intervento attivato dalla Regione – Assessorato Lavoro e Formazione, a valere sulla Programmazione del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 ed è finalizzata allo sviluppo e al consolidamento delle imprese cooperative del Lazio. La dotazione finanziaria complessiva – ha proseguito – a disposizione per la realizzazione di tali interventi e da erogare a beneficiari del settore, è di 1.980.000,00 euro”.

“Sono state selezionate, tramite avviso pubblico – ha continuato illustrando nel dettaglio le attività previste -  48 imprese cooperative (Frosinone 10, Latina 5, Rieti 5, Viterbo 5, Roma 23) di nuova costituzione alle quali è stato assegnato un contributo a fondo perduto fino a 25.000,00. Le risorse dedicate a tale intervento ammontano a 1.000.000,00, circa la metà della dotazione di tutta la sovvenzione. 730.000 euro sono invece le risorse destinate al finanziamento di voucher aziendali per innovazioni di processo e di prodotto. I voucher erogati avranno un importo compreso trai gli 8 mila e i 12 mila euro”.

Il sistema cooperativo del Lazio – hanno spiegato Gabriele Levi  (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del  lavoro, formazione e welfare), che hanno collaborato alle attività di ricerca e alla stesura del report -  è quarto in Italia per numero di cooperative (dopo Lombardia, Sicilia e Campania) e terzo per numero di occupati (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Nel Lazio opera circa il 10% del totale delle cooperative italiane con un’incidenza dell’1,7% sul totale delle imprese  regionali, valore leggermente al di sopra della media nazionale (1,5%). Di  contro la regione è undicesima per numero medio di occupati nelle cooperative presentando un valore inferiore alla media nazionale (15,2% contro 17,2%). In termini settoriali è la prima regione per percentuale di occupati nel comparto “altri servizi” (71,4%), segno evidente di un sistema fortemente orientato verso il terziario non sociale; in ogni caso il comparto sociale assorbe una  quota significativa di occupati anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale (17,6% rispetto al 23,6%).

 Levi e Benini hanno poi messo in luce le difficoltà che, a partire dal 2011, il sistema della cooperazione laziale ha affrontato in tutte le province. “In particolare – è stato detto -  sia la presenza di un dimensionamento delle imprese inferiore alla media, che le difficoltà di accesso al credito e  il ridimensionamento della domanda pubblica, hanno costituito dei punti di debolezza”.

Sempre dalla ricerca è emersa, rispetto all’attuale livello di competenze, una continua necessità formativa importante sia per sostenere la crescita che per combattere la crisi. “Le cooperative laziali – ha spiegato Levi – hanno segnalato una serie di ambiti rafforzabili, in termini di conoscenze, capacità e modalità di approccio che Ass.For.Seo ha colto e concretizzato attraverso le sue attività formative”.

 Le imprese cooperative locali presenti hanno partecipato attivamente al workshop dal titolo : “Le imprese cooperative nella provincia di Rieti: quali prospettive?” che si è tenuto a seguire.  “Eppure – hanno fatto presente relativamente al fattore dimensionamento, alcuni dei rappresentanti delle cooperative reatine presenti al workshop seguito alla presentazione della ricerca, d’accordo comunque sulle difficoltà che la cooperazione laziale incontra sul campo – la filosofia della cooperativa laziale, con il suo dimensionamento inferiore, è diversa da quella toscana ed emiliana, e va rispettata”.

 “Esiste – hanno poi dichiarato i cooperanti – una necessità formativa che sembra non estinguersi mai- soprattutto- ha rilevato un rappresentante della cooperazione sociale reatina – per quanto riguarda le cooperative sociali che devono tenersi costantemente aggiornate”. “La necessità – ha aggiunto  – è quella di crescere sempre, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza”.  Anche a Rieti tutti d’accordo su quanto emerso dai focus group realizzati nell’ambito delle Linee 1 e 3 della sovvenzione: “il ruolo sociale della cooperativa sul territorio andrebbe pesato e dovrebbe rientrare nell’ambito di criteri premianti”.

Rilevata però “anche la necessità di migliorare la qualità del personale nelle cooperative di produzione lavoro”. “La cooperativa di produzione lavoro deve continuamente reinventarsi dunque è necessaria una formazione continua”.

Altro nodo strategico del reatino:  la difficoltà di lavorare in filiera,  specialmente in ambito agricolo. “Questa cosa nel Lazio va sostenuta e creata. L’organizzazione di rete- ha fatto presente uno dei cooperanti-  è una battaglia che conduciamo da anni”.

Infine, è stato chiarito, è necessaria una migliore comunicazione delle attività in sostegno: “solo così – hanno rilevato – è possibile una fruizione capillare che aiuti il territorio”.

IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – FROSINONE, 31 MARZO 2014

Si terrà a Frosinone, presso la sede della Camera di Commercio in Via Roma, il 31 marzo 2014, alle ore 15.00, la presentazione della ricerca sul “Sistema cooperativo nella Regione Lazio”. La ricerca, realizzata da Ass.For.Seo, nell’ambito della sovvenzione globale S.COOP, verrà presentata nell’ambito  di un seminario cui prenderanno parte Paolo Luci, presidente di Ass.for.Seo, che introdurrà la sovvenzione globale S.COOP e gli interventi previsti, e gli autori della ricerca, Gabriele Levi (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare).

Al seminario seguirà un workshop, cui prenderanno parte le società cooperative del territorio di Frosinone, esperti di settore e stakeholder,  dal titolo: “Le imprese cooperative nella provincia di Frosinone quali prospettive?”. Il workshop sarà moderato da Romano Benini.

invito frosinone

“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO E WORKSHOP – LATINA, 31 MARZO 2014

Si terrà a Latina, presso la sede della Camera di Commercio (Sala Camerale)  Via Carlo Alberto 22, il 31 marzo 2014, alle ore 09.30, la presentazione della ricerca sul “Sistema cooperativo nella Regione Lazio”. La ricerca, realizzata da Ass.For.Seo, nell’ambito della sovvenzione globale S.COOP, verrà presentata nell’ambito  di un seminario cui prenderanno parte Paolo Luci, presidente di Ass.for.Seo, che introdurrà la sovvenzione globale S.COOP e gli interventi previsti, e gli autori della ricerca, Gabriele Levi (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare).Al seminario seguirà un workshop, cui prenderanno parte le società cooperative del territorio pontino, esperti di settore e stakeholder,  dal titolo: “Le imprese cooperative nella provincia di Latina: quali prospettive?”. Il workshop sarà moderato da Romano Benini.invito latina

“IL SISTEMA COOPERATIVO NEL LAZIO”: PRESENTAZIONE RICERCA ASSFORSEO – ROMA, 28 MARZO 2014

Si terrà a Roma, presso la sede di Ass.For.Seo, in via G.A.Badoero 51, Scala C, il 28 marzo 2014, alle ore 16.30, la presentazione della ricerca sul “Sistema cooperativo nella Regione Lazio”. La ricerca, realizzata da Ass.For.Seo, nell’ambito della sovvenzione globale S.COOP, verrà presentata nell’ambito di un seminario cui prenderanno parte Paolo Luci, presidente di Ass.for.Seo, che introdurrà la sovvenzione globale S.COOP e gli interventi previsti, e gli autori della ricerca, Gabriele Levi (esperto in campo socio economico e sviluppo locale) e Romano Benini (esperto in politiche del lavoro, formazione e welfare).

invito roma